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SCANNAPIECO –ALI’ –CAPECE MINUTOLO

Antica famiglia della costiera amalfitana del Regno di Napoli detta primieramente “Scannapecus”, che ha goduto nobiltà in Cava dei Tirreni, in Minori ed in Scala nel salernitano v. Candida Gonzaga e M. Camera e Volpicella “Il Patriziato” salernitano – 1881 Salerno) ed ascritta al Registro delle Piazze Chiuse del Napoletano,e’ succeduta alla famiglia Capece Minutolo di Collereale assumendone cognome e predicato. Il Crollalanza la fa derivare dalla famiglia di Bologna “Scannabecchi” del XII secolo;in essa si e’ attuata la confluenza per estinzione della famiglia Capece Minutolo ,del ramo siciliano dell’omonima napoletana,secondo le consuetudini del diritto feudale siciliano :infatti per disposizione testamentaria del 1983 dell’ultimo Principe di Collereale Don Francesco Capece Minutolo e’ chiamato alla successione “succ.siciliana”) il pronipote ex-sorore Fabio Scannapieco, ottenendo riconoscimento dall’Autorita’ Giudiziaria con Sentenza esecutiva del Trib. di Palermo del dic.1999, ed aggiungendone il cognome ed il predicato con Decr. Pres. del 1999._ Le memorie più antiche risalgono al 1161 con Mons. Mauro Scannapieco, Vescovo di Minori, città Vescovile del salernitano v. Arcidiocesi di Amalfi e Cava; Archivio Diocesano). Nel “Liber familiarum” della Badia di Cava trovasi Leo ed Antonio Scannapieco, qualificati come “Miles” nell’anno 1190ed un Martino, Giudice e un Leone protofisico Regio nel 1184. Da Cava si trasferì e dimorò in Napoli, Amalfi ,Maiori, Minori e Vietri sul mare, contrada Raìto già appartenuta a Cava). A Napoli la famiglia ampliò, acquistando il Palazzo Penne – Scannapieco, sito in piazza Monticelli in Napoli e posseduto dal 1560 al 1662; l’ultima proprietaria fu Aloisa Scannapieco che lo donò con atto notarile nel 1628 al figlio Giovanni Capano – Scannapieco il quale nel 1662 lo alienerà. v. Mazzoleni “I palazzi di Napoli” Ed. Arsenale e De Rose “Palazzi napoletani” Ed. Newton – C.). Il titolo di Nobile - Patrizio si è radicato nella famiglia, essendo imprescrittibile per essere ascritta al Registro delle Piazze chiuse fin dall’epoca in cui cessarono di aver vigore le antiche Leggi Feudali e riguarda la nobiltà civica del patriziato di Cava dei Tirreni, di Majori e di Scala, dove secondo il “Massimario” della Consulta Araldica del 1920 N. 37 vol. V, le dette città sono “Patriziati” e di vera separazione v. M. Camera “Ducato di Amalfi 1881 – Sa., Arch. di St. di Salerno, allegato). Con privilegio del Re di Castiglia del 1270 venne conferita a Giovanni Roberto Scannapieco la nomina di “Magistratorum Sacri Nostri Consili Capuane”, diploma oggi conservato presso l’archivio generale di Simancas – Spagna. Nel 1460 il “Magnifico” Onofrio Scannapieco, in qualità di Magistrato-Sindaco di Cava dei Tirreni, fu delegato dal Re Ferdinando I d’Aragona a ricevere il privilegio in bianco diretto alla città per il soccorso apportato al Re dopo la disfatta del suo esercito a Sarno. v. Archivio di Stato di Salerno). Nel 1565 Cesare, medico protofisico, fondò un Monte di beneficenza detto appunto il “Monte Scannapieco”, presso gli “Incurabili” di Napoli, dove egli ricoprì la carica di Governatore. Nel 1565 si ha notizia di un Martinello, imprenditore edile che costruì due ponti. v. Arc. Di Napoli). Il padre Don Francesco Scannapieco, Generale dell’Ordine del Carmelitani dal 1672 al 1676 fece erigere la facciata della Basilica di SS. Martino e Silvestro al colle Oppio sull’Esquilino a Roma nel 1676, ed è ivi sepolto sull’ipogeo in un sepolcro gentilizio. v. Elenco dei Padri generali presso la C. Generalizia dei Carmelitani – Roma). Fin dal 1690 alcuni suoi membri quali Carmine, Andrea, Aniello e Francesco sono stati Sotto -Ufficiali della Marina Mercantile del Regno di Napoli. Nel 1874 trasferì la sua famiglia in Catania, Vincenzo N. a Vietri, contrada Raìto, il 30/12/1849 e m. a Catania nel 1931), industriale,dove fondò nel 1884, una fabbrica di legnami con macchinari a vapore che dava lavoro a 300 operai, mentre una filiale fu fondata a Messina ed anche ad Anzio nonche’ a Palermo nel 1919, dove acquisto’ il terreno della sede dal conte Giacchery in via Cr.Colombo al molo ,che venne costruita coi capannoni industiali,in stile liberty. Venne poi insignito del titolo di Cavaliere del lavoro con R. Decreto del 10/03/1912 N. 555 ed a lui è intitolata una strada in Catania fin dal 1973. Il Cavalierato del lavoro dava diritto a partecipare al gruppo V dell’Ordine delle precedenze a Corte secondo il R. decreto del 1927):egli fu anche meritevole di aver effettuato molti lavori edilizi in Catania, come si legge nel Diploma, facendo edificare nel 1909 una Villa Liberty dall’arch.FICHERa della scuola del Basile. _Attuale rappresentante è il Cav. Dott. Fabio, nato in Catania, figlio del Dott. Vincenzo n. il 1922 e m. il 2002) e di Donna Amalia Alì Capece Minutolo, Dama di Gr. dell’Ordine Costantiniano erede testamentaria dello zio materno Don Francesco Capece Minutolo, P. pe di Collereale, v. descr. della famiglia Capece Minutolo e allegato testamento) Cav. dell’Ordine del S. Sepolcro di Gerusalemme, Cav. di Grazia dell’Ordine Costantiniano di S. Giorgio, Dott. in Sc. Econ., Sp. Maria Vanni dei P. pi di San Vincenzo Dama di Gr. e Dev. del S.M.O.M. a Palermo il 04/01/1986 da cui Raimondo N. a Palermo il 27/10/1989,.-) _ Tutti i membri aggiungono il cognome C. Minutolo per decreto Ministeriale del 10/10/1999,ed il predicato di Collereale, cognomizzato con decreto del 2002. Ha contratto parentele con le famiglie De Angelis, Quaranta, Capece, Adinolfi, Torelli, Citarella, Nob. di Maiori e di Mauro Nob. di Salerno e Cavae Di Cesare Nob. Di Cava e Majori. La famiglia è stata ammessa all’Ordine Militare Costantiniano si San Giorgio al grado di Grazia nel 1982 e lo stemma è stato riconosciuto con decr. vidimato dal Ministero di Giustizia spagnolo e firmato dal “Re d’Armi” di Castiglia nel 1995, che si allega). Arma di successione: partito: al 1°) Di oro, al Bufalo di rosso, fermo sulla campagna di verde, al Capo tagliato di azzurro e d’oro, l’azzurro caricato di tre crescenti montanti d’argento, posti in fasciaScannapieco); al 2°) Di rosso,al Leone rampante di Vaio, armato e coronato di oro.C.Minutolo).



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I SINIBALDI:
RELAZIONE ILLUSTRATIVA CAPECE MINUTOLO DI SICILIA
SCANNAPIECO –ALI’ –CAPECE MINUTOLO
I CELESTRI DI SANTA CROCE