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RELAZIONE ILLUSTRATIVA CAPECE MINUTOLO DI SICILIA

Famiglia del ramo siciliano di quella napoletana iscritta in El. Uff. della Nob. It. dal 1922 ed annoverata nell’Opera dello Spreti “Enciclopedia Nobiliare Italiana”, con i titoli di P. pe di Colle Reale m.p.r. successione siciliana) B. ne di Callari m.p.r. successione siciliana) e Baccarati m.p.r. successione siciliana) Barone di Ogliastro investitura 1528) e Signore delle Masserìe di Patti e Critti. Ramo siciliano dell’antichissima e nobile famiglia napoletana le cui origini si perdono negli annali della mitologia greca, portata in Messina nel 1346 da Raimondo Capece,miles. Sembra che dalla città di Bisanzio la famiglia Capece sia approdata, con altre, in Italia ed abbia fondato prima la città di Capua quindi quella di Napoli. Le prime memorie certe sono iscrivibili dal secolo IX, e riguardano Anfrigio, miles dell’anno 819 sotto l’Imperatore Angelo Comneno di Bisanzio. Il ramo di Messina ha attestato le sue prime origini nel XIV secolo quando Raimondo Capece Minutolo, capitano di Re Roberto d’Angiò e Consigliere di Stato, trasferì la sua famiglia in Messina nel 1346 ove risulta iscritta alla Mastra Nobile del 1580. La famiglia è citata nel Decamerone del Boccaccio, nella novella di Andreuccio da Perugia.La famiglia ha dato un VICERE’ di SICILIA in persona di CORRADO CAPECE ,sotto re CORRADINO di SVEVIA nel 1367 Ammessa all’Ordine di Malta fin dal 1588 al Gran Priorato di Sicilia, ed al Reggimento delle Guardie del Corpo del Re con prove dei quattro quarti. Tra i personaggi di maggior spicco, si ricordano: Francesco, B. ne di Vaccaro e Moreno, Ambasciatore del Pontefice Innocenzo VII, Consigliere di Re Ferdinando D’Aragona e Segreto di tutto il Regno di Sicilia; Ottavio, Giudice-Straticò nel 1553; Giovanni B. ne della Motta Regina; Lorenzo, letterato, che pubblicò nel 1647 “l’Istoria dell’Impero Romano”, del catanese Sapienza, tradotta dallo spagnolo; Ludovico grande teologo morto nel 1673 e Rocco anch’egli teologo contemporaneo al primo, iscritti alla Mastra Nobile di Messina; Andrea, Cav. Gerosolimitano e Frà Andrea Balì Gr. Cr., Luogotenente del Gran Priore di Messina dello stesso Ordine di Malta e primo P. pe dell’Accademie dei Pericolanti; Giovanni Minutolo, B. ne di Callari e Baccarati, B. ne d’Ogliastro e signore delle Masserie di Patti e Critti, fu il primo P. pe di Colle Reale con invest. Del 23 marzo 1710.- Per quanto concerne gli altri titoli minori, il piu’ antico e’ l’invest. d’Ogliastro fu presa da Antonio Minutolo il 15 gennaio 1628, quella di Callari e Baccarati da Giovanni il 1° dicembre 1656 e quelle delle Masserie nel 1681 dal citato primo P. pe di Colle Reale Don Giovanni Capece Minutolo e Balsamo -Bonfiglio -Marullo, con Conc. di Filippo V del 1710, ed investitura del marzo 1718 ed esecutoriato a Palermo Conservatoria delle Mercedi);- ricordiamo poi Giovanni che fu Maresciallo di Campo dei R. R. Eserciti, Gentiluomo di Camera con esercizio, Cav. Dell’Ordine di San Giorgio, dec. di Med. di Br. al V. M., Comandante la Cittadella-Fortezza di Messina e Comandante Generale dell’Armata Siciliana istituita da Ferdinando IV; lo stesso Giovanni oltre i meriti militari fu uomo di grandi sentimenti così da fondare un ospizio a Messina per i malati ed i vecchi.,tuttora operante La famiglia ha goduto gli onori di Corte presso l’antica Real Corte delle Due Sicilie .

La famiglia ha contratto in ogni tempo parentele con le più importanti famiglie siciliane, quali: Stagno d’Alcontres, Bavastrelli, Marullo di Condojanni, Del Giudice, Cianciolo-Silipigni, Costarelli, Alì-Peirce, De Gregorio di S. Elia, Balsamo-Viperano, Grima, Di Giovanni di Trecastagni, Ruffo della Floresta, Persico-Viti._ Presso il Ministero della Giustizia di Madrid, è pendente Istanza di Riabilitazione del titolo di Colle Reale, concesso da Filippo V nel 1710, esecutoriato a Palermo nel 1718.

Esiste a Messina il quartiere denominato Villa Lina a Giostra che ha preso il nome dalla Villa abitata fino al 1946, dalla Principessa di Collereale Donna Lina Capece Minutolo, nata Marchesa De Gregorio di Sant'Elia, la quale insieme al marito Don Antonio accolse un gran numero di terremotati dopo il terribile sisma di fine anno 1908, facendoli accampare nel parco di Villa Lina e nella casa, meritandosi così la medaglia Prefettizia di Benemerenza al Valor Civile, consegnata con Diploma Reale del 1910.

Arma di “sostituzione”: Partito, al primo, d'oro al bufalo di rosso passante sulla campagna di verde, al capo tagliato d'azzurro e di argento con due crescenti montanti di oro. Al secondo, di rosso al leone rampante di vajo, armato e coronato d'oro con la testa dello stesso. Lo Scudo accollato alla Gran Croce di Malta e a due alabarde di Generali dei Reali Eserciti.

Cimiero: una testa di cavallo inalberata di nero. Corona e manto di principe..

Trattamento di Don e Donna.

Motto: Gradatim ascenditur ad alta.-… Il Palazzo Avito in Messina era situato prima del distruttivo terremoto del 27 dicembre 1908, in via Austria oggi via I Settembre, dopo l'Arcivescovado ed accanto Palazzo Stagno D'Alcontres ai Quattro Canti delle Quattro Fontane. Il Palazzo Collereale era sede di una importante quadreria, con quadri di impressionisti e della Scuola Fiamminga.´

Lo stemma è stato riconosciuto con diploma del Re d’Armi di Castiglia e Leon e certificazione firmata dal Ministro di Giustizia spagnolo nel dicembre 1995 ed inquartato con lo stemma Scannapieco di Cava).

Attraverso il matrimonio di Don Adolfo Capece Minutolo con Donna Maria Persico d’Alessandro, Viti sono nati Don Francesco Napoli 1901-Messina 1983) ultimo P. pe di Colle Reale senza discendenza e Donna Maria Rosaria Napoli 1905-Catania 1975) che unitasi in matrimonio con il commendatore Silio Alì – Peirce, Console del Regno di Svezia in Catania, ha generato Amalia Alì Capece Minutolo, erede universale del citato zio Don Francesco per testamento olografo del febbraio 1983, e chiamata alla successione dei Titoli, con sentenza dell'Autorità Giudiziaria di Lodo Arbitrale Esecutivo del Pretore di Palermo del dicembre 1999 agg. di cogn. Con D.P.R. del 17 gennaio 1992), Dama di Grazia del S. M. Ordine Costantiniano di S. Giorgio, coniugata con Vincenzo Scannapieco, nato a Catania il 12/10/1922, m. il 06/12/2001, da cui Fabio, il quale con D. M. del 01/10/1998 aggiunge il cognome materno,mentre con Decreto Min.Interno del gennaio 2003 e’ stato cognomizzato il predicato “ di Collereale “.



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I SINIBALDI:
RELAZIONE ILLUSTRATIVA CAPECE MINUTOLO DI SICILIA
SCANNAPIECO –ALI’ –CAPECE MINUTOLO
I CELESTRI DI SANTA CROCE